San Gregorio Armeno , un angolo magico di Napoli
Chi non ha mai sentito parlare di San Gregorio Armeno la rinomatissima strada dei maestri artigiani del presepe dove l’atmosfera natalizia si avverte anche in pieno ferragosto? Difficilissimo esprimere e far comprendere con le sole parole, quello che si prova a camminare per quelle strade ricche di botteghe caratteristiche dove gli artigiani creano pastori, casette di sughero, mattoncini e via dicendo, adatti alla preparazione di un presepe o meglio “O presebbio”. Chi ha avuto modo di vedere la commedia “Natale in casa Cupiello ” del compianto Edoardo de Filippo, sa quanto il popolo napoletano tiene alla creazione di questa struttura fin dall’antichità. Nei tempi di guerra quando non si potevano acquistare i piccoli accessori, si formava la struttura con carta di giornale messa in ammollo e colla preparata con acqua e farina o al massimo il “vinavil”in modo da formare la cosidetta cartapesta mentre oggi si usa la carta da presepe , quella che ha il colore delle montagne tanto per intenderci o per chi vuol dare spazio alla propria fantasia, corteccie d’albero, fogli di compensato, chiodi e martello. E i piccoli accessori che partono dai pastori di varie dimensioni a secondo se vanno in alto o in basso alla struttura per dare l’idea della vicinanza e della lontananza, alle fascine formate da piccoli rametti raccolti con lo spago , a salamini e prosciutti sapientemente legati con finissima corda, sono tutti lì, su quelle caratteristiche bancarelle che aspettano compratori e curiosi per farsi portare a casa ad abbellire le loro capanne o solo per farsi ammirare tanta è la bravura espressa in quelle minuscole creazioni di stoppa o terracotta. Pastori di tutte le fatture e grandezze, di tutti i prezzi, economici se di plastica fino a valere migliaia di euro se riproducono pastori del 700. E i maestri artigiani come ogni anno, aumentano la loro creatività creando i personaggi più in voga del momento e che qualche patito del presepe non esita a comprare. Quest’anno la precedenza è stata data al neo presidente Barack Obama e a sua moglie Michelle che regge tra le mani una targa con su scritto “vota obama” ma anche all’insostituibile Maradona che diventerà allenatore dell’Argentina, al ministro Maria Stella Gelmini, a Roberto Saviano che in questo momento rappresenta uno dei personaggi più significativi del nostro paese. L’arte presepiale napoletana è ciò che di più bello possa esistere a Napoli perchè da l’impressione che quelle piccole creazioni si possano animare all’improvviso dando vita all’acquaiolo, ai mendici agli angoli delle vie, alle vecchie fuori gli usci, agli animaletti ad una miriade di angeli che cantano con voce celestiale le loro lodi al Santo Bambino in una grande, bellissima ed illuminata capanna immaginaria.
Anche il panettone ha la sua leggenda!
Sono davvero tante le leggende che aleggiano attorno al Natale e strano ma vero, anche il panettone ha la sua. Questo dolce come dice l’antica tradizione, doveva essere preparato in casa sotto la super-visione del capo famiglia che al termine della preparazione, aveva il compito di segnare una croce sul dolce con un coltello che valeva come benedizione . Durante una cerimonia detta “del ceppo”, che bruciava nel camino, il padrone di casa doveva aprire una bottiglia di vino e berne un sorso poi gettarne una parte sul ceppo scoppiettante e poi farne bere un sorso a tutti i suoi familiari riuniti intorno al fuoco. Poi il capo famiglia buttava una moneta tra le fiamme e nello stesso tempo, ne donava una a tutti i suoi familiari. Infine venivano portati tre panettoni e di uno se ne tagliava una fetta che doveva essere conservata fino al successivo Natale e quella fetta, avrebbe avuto, dopo quel rito, forti poteri traumaturgici, ma se non fosse stato conservato, la sfortuna si sarebbe abbattuta su quella casa.
La leggenda invece narra che durante la vigilia di Natale c’era un vivo fermento nelle cucine alla corte del duca Ludovico per la cena in corso ed evidentemente tra la confusione e la preoccupazione che tutto riuscisse bene, il dolce che era nel forno si bruciò tra le imprecazioni e le bestemmie del cuoco che sapeva perfettamente di non avere tempo per preperarne un altro. Allora, uno dei lavoranti di nome Toni, gli offrì di servire in tavola un dolce che aveva fatto lui con della roba avanzata e dell’uva passa, una specie di pane alto e soffice. Il cuoco non senza dimostrare dubbi su questa cosa, accettò anche perchè non c’era altra soluzione. Morale della favola, il dolce ebbe talmente successo che i commensali vollero fare i complimenti al cuoco che dovette ammettere che non era farina del suo sacco ma era il”pan del Toni” termine da cui deriva il famosissimo panettone che serviamo a Natale sulle nostre tavole.
Natale tra religiostà e paganesimo : la leggenda dell’albero di Natale
Sarebbe bene ricordare che Natale non è solo scambio di doni ma è una festività ricca di tradizioni e di leggende. La celebrazione della nascita di Gesù , è piuttosto recente, si parla del 300 dopo Cristo, visto che nessun vangelo riportava la data esatta di quest’evento e allora la chiesa stabilì che fosse il 25 Dicembre al fine di far coincidere questa data col solstizio d’inverno e con la nascita del sole, eventi da tempo celebrati nei paesi europei. L’origine delle festa di Natale è sostanzialmente pagana ma in modo implicito è sostenuta anche da Sant’Agostino che esortava i cristiani a non festeggiare la festa del sole ma la festa di colui che lo aveva inventato. Comunque dopo questa premessa doverosa, il Natale tra le celebrazioni cristiane, è diventata una delle feste più amate e se questa festività è da considerarsi pagana, lo è naturalmente anche l’albero che si usa fare e troneggia nelle nostre case. Ma attorno all’albero, aleggia una leggenda, si narra infatti che alla vigilia di Natale, in uno sperduto paesino di montagna, un bimbo si era recato nel bosco alla ricerca di un ceppo da gettare nel camino per riscaldare quella fredda sera d’inverno ma si avventurò troppo e si perse tanto che non riusciva più a trovare la via di casa. Spaventato ed infreddolito, intravide un albero ancora verde e siccome nel frattempo una fitta nevicata era sopraggiunta, si raggomitolò su se stesso ai piedi dell’albero che era poi un abete. Il bimbo cominciò a pensare a come era stato felice nell’aspettare quella festività e quei giorni che non avrebbe forse potuto più vedere e al’improvviso si addormentò vinto dalla stanchezza e da gelo che sicuramente lo avrebbe ucciso se l’albero, mosso a compassione , non avesso abbassato i suoi rami fino a terra formando una sorta di capanna e proteggendo il bambino dal freddo della notte. La mattina il piccolo fu svegliato dalle voci dei suoi compaesani che lo abbracciarono felici di averlo ritrovato e meraviglia delle meraviglie, quando si girarono a guardare l’albero che lo aveva protetto, videro che la fitta nevicata della notte, gli aveva fatto abbassare tutti i rami che pendevano fino a terra e la neve aveva formato cristalli che alla luce del sole emanavano una luce sfavillante. Da quel giorno l’abete venne considerato il simbolo del Natale”.
Ma ancora innumerevoli storie tra il fantastico ed il veritiero si raccontano sul Natale come di quando Gesù ando a benedire degli abeti e notò sui rami dei grossi ragni che avevano formato delle stranissime ragnatele e lui benedicendoli, le trasformo in stupende decorazioni.
Le leggende sulle tradizioni natalizie sono innumerevoli e ogni nazione ne ha una diversa dall’altra e anche se il Natale è da considerarsi una festa pagana, rimane pur sempre la festa più magica dell’anno.
Natale con spese più oculate, la crisi si avverte
Natale è alle porte e quest’anno secondo un’indagine i consumi subiranno una diminuzione del 18,5% e regali di tutti i settori avranno un calo, la crisi si avverte , questo è un dato di fatto e qualsiasi cittadini prevede una sensibile riduzione della spesa destinata ai dono natalizi. Le “strategie” per tagliare le spese sono varie e ben calcolate, c’è chi ha acquistato durante il periodo dei saldi qualche regalo da mettere sotto l’albero o chi, in attesa della tredicesima pensa di acquistare in punti vendita con prezzi più convenienti o altri ancora in negozi che propongono articoli di seconda mano. Alcuni non rinunciano alla gioia di vedere il sorriso dei loro bimbi e come è successo a Napoli, danno un acconto sui giocattoli, pagano il saldo con la tredicesima e ritirano cicciobelli, macchine telecomandate e giochi tecnologici e per una spesa più ingente, si paga a rate, il pagamento senza interessi infatti, sembra una formula che piace molto agli acquirenti l’importante è verificare che chi propone questa forma di pagamento, non applichi tariffe maggiori del previsto. Sarà un Natale povero e stiracchiato? Forse non più di quanto si possa immaginare certo è che non solo la scelta del regalo sarà ponderata ma soprattutto si eviterà di comprare il “pensierini” per il vicino di casa o per l’amico di uffico. Eppue crisi o non crisi e nonostante quella di quest’anno sembri essere una senza precedenti, c’è chi non rinuncerebbe per nulla al mondo alla settimana bianca optando magari per un last minute o per le offerte “pacchetti vacanze” pur di non fare a meno dello sci alpino, lo sci di fondo o solo del cielo cristallino di uno scenario invernale assolutamente diverso da quello delle nostre città. Ma inutile dirlo, la crisi si avverte, basta fare un giro per le strade della città, negozi vuoti, pochissimi addobbi alle vetrine, poche ghirlande natalizie, poche luci e molta rabbia da parte degli esercenti per il calo delle vendite in tutti i settori a parte quello dell’hi-tech che ha subito una sensibile diminuzione di prezzo grazie ai grandi passi della tecnologia moderna che rende i prodotti vecchi da un anno all’altro e anche a quello del pandoro e del panettone, simboli natalizi ai quali la gente sembra non voglia proprio rinunciare. Sarà comunque un Natale con il “botto” e fiumi di spumante italiano, inonderanno le tavole delle famiglie , a quello non si rinuncia mai, forse si beve per dimenticare!
I Giornalisti tedeschi a “scuola” di Franciacorta
novembre 23, 2008 by Consorzio Franciacorta
Filed under moda, natale, viaggi
La Germania accoglie nuovamente il Franciacorta, che sarà protagonista, insieme ai consorzi Grana Padano e Prosciutto San Daniele, di una serie d’eventi mirati a far conoscere ancor meglio e ad incrementare la già brillante immagine del Made in Italy nel paese tedesco.
Dopo aver ospitato il Festival itinerante nel 2007 a Monaco di Baviera e nella primavera di quest’anno a Berlino, la Germania continua a dimostrare grandissima attenzione per le bollicine bresciane, arrivando negli ultimi anni ad occupare da sola ben il 30% del totale delle esportazioni europee di Franciacorta.
L’evento più rilevante sarà la presentazione del 25 Novembre alla stampa specializzata ed agli operatori del settore, accompagnata da una degustazione di Franciacorta in abbinamento con Grana Padano e San Daniele, alla scoperta dell’inconfondibile raffinatezza delle bollicine bresciane e alla loro capacità di dar vita ad intriganti abbinamenti.
“Il momento di conoscenza si completerà nei prossimi mesi – spiega Adriano Baffelli, Direttore del Consorzio Franciacorta – quando i giornalisti tedeschi visiteranno il nostro territorio e le sue cantine; il modo migliore per far conoscere la straordinaria tradizione culturale, architettonica ed enogastronomica della Franciacorta, testimonial d’assoluto prestigio dell’eccellenza italiana”.
Il rapporto privilegiato della Franciacorta con la Germania è confermato anche dal fatto che nel maggio 2009 il Festival itinerante farà tappa ad Amburgo.
Erbusco, 24 Novembre 2008
Francesco Angius
Ufficio Stampa
Cell. 338 4947395
















































