Storia del presepe

dicembre 25, 2008 by ELY  
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L’invenzione del presepe, è da attribbuire a San Francesco che nel 1223, volle ricostruire la scena della nascita nel suo paese umbro facendo partecipare tutta la popolazione. Il bue è simbolo degli ebrei mentre l’asino dei pagani ed anche la grotta, informazione ricavata dai Vangeli apocrifi, è un importante simbolo mistico e religioso. Secondo la tradizione e a secondo delle regioni, il presepe va preparato il giorno di Santa Lucia o Sant’ambrogio od ancora il giorno dell’immacolata concezione lasciando però la mangiatoia vuota, infatti il piccolo Gesù Bambino va deposto solo dopo la mezzanotte del 24 dicembre mentre i re Magi, il giorno dell’epifania, quando arrivano a portare i doni a Gesù.

La tradizione del presepe si è diffusa negli anni  e si è consolidata solo quando si è presa l’abitudine di collocare nelle chiese delle statue permanenti, un presepe monumentale si trova nella Basilica di Santo Stefano a Bologna. Solo da XVII secolo, l’usanza del presepe si diffuse anche nelle case dove si lasciava addirittura come soprammobile anche sotto insistenza del papa che incoraggiava questa pratica. A Napoli c’erano persino delle lotte tra famiglie per aggiudicarsi il presepe più bello e ancora oggi il presepe napoletano, gode di grande fama e celebrità.

I Re magi, altra grande tradizione natalizia

dicembre 25, 2008 by ELY  
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Molte sono le interpretazioni date alla figura dei Re Magi. Si pensa alla gioventù, la maturità e alla vecchiaia come interpretazione più diffusa ed anche i doni hanno un loro significato , l’oro perchè riservato ai re, la mirra per il suo essere uomo e l’incenso come testimonianza di adorazione. Ma  più che una leggenda, la storia dei magi, corrisponde a verità visto che  le loro gesta, sono scritte anche nella Sacra Bibbia, specificamente nel vangelo di Matteo dove si narra della loro partenza verso Betlemme, dell’adorazione al santo bambino e dell’apparizione dell’angelo. I magi sarebbero morti in Persia ma Elena madre dell’imperatore Costantino, fece trasportare le loro spoglie in Costantinopoli, in una grande chiesa costruita apposta per loro mentre alcuni storici, asserivano che si trovassero in Lombardia infatti Barbarossa fece radere nel 1162, la città al suolo cercando di appropriarsene affinchè gli portassero fortuna. Nel 1164, le spoglie furono portate a Colonia dove attualmente si trovano.

Perchè ci si bacia sotto il vischio?

dicembre 25, 2008 by ELY  
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La leggenda narra della  dea anglosassone Freya che aveva due figli ,Balder e Loki ma mentre il primo era amato da tutti, il secondo era odioso e cattivo specialmente nei confronti del fratello che avrebbe voluto uccidere. La madre, venuta a conoscenza di questa cosa, fece di tutto per proteggerlo e fece giurare a Fuoco, Acqua, Terra ed Aria e a tutti gli animali e le piante, che avrebbero assicurato la loro protezione a Balder. Loki però scoprì che la mamma aveva dimenticato di affidare la sua protezione ad una pianta che non viveva ne sopra ne sotto la terra, il vischio che vive attaccato ad altri alberi non avendo radici e riuscì ad uccidere il fratello costruendo un dardo con i rami di questa pianta. Tutti gli elementi del cielo e della terra, si rattristarono per la morte di Balder e fecero di tutto per riportarlo in vita ma non ne furono capaci. Freya abbracciò il corpo del figlio per tre giorni e pianse centinaia di lacrime che a contatto con il dardo di rami del vischio, formarono delle palline luminose che vi restarono attaccate e il corpo di Balder riprese vita con immensa gioia della mamma che abbracciava chiunque passasse di là. Da qui, la leggenda che baciarsi sotto una pianta di vischio, porti protezione eterna anche nella morte.

Natale al freddo e al gelo ma il Natale è più bello se viene la neve!

dicembre 24, 2008 by ELY  
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Si prevede un’ondata di freddo polare che investirà tutta l’Italia facendo scendere le temperature al di sotto della media stagionale. Per ora il tempo è clemente anche se il freddo comincia a farsi sentire ma il giorno di Natale la nostra penisola verrà investita da un’ondata di maltempo che porterà la neve non solo sulle cime più alte ma anche in pianura. Quindi, visto che siamo in clima natalizio, sarà meglio equipaggiarci e lasciar trascorrere queste festività dove la maggior parte dei lavoratori sono a casa, nel più completo relax accanto ai caminetti in compagnia di amici godendo del tepore del focolare domestico, visto che a quanto pare, il tempo sarà così freddo da farci desistere ad uscire di casa. Se vogliamo, Natale diventa molto più caratteristico se ci sono le condizioni metereologiche adatte e a quanto pare, quest’anno neve a volontà, simbolo delle festività natalizie anche se specialmente, per chi non è abituato, può apparire un fattore negativo. Aspettiamo perciò l’arrivo di babbo Natale, che porterà i doni infreddolito e magari si fermerà con noi a godersi il calduccio del nostro camino ed anche i più scettici, potranno così ricredersi.

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Quando il Natale è quello dei ricordi

dicembre 17, 2008 by ELY  
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Siamo nell’era del consumismo, si corre, si spende, si prenotano viaggi, si riservano tavoli nei migliori ristoranti, si acquistano vestiti scintillanti per cenoni da favola e tanto altro ma il Natale di tanti anni fa, di quei bambini oggi adulti, era tutt’altra cosa. Nella semplicità di questa festa religiosa, si sentiva davvero la gioia e l’armonia e si assaporava di più il calore della famiglia, cose che anche adesso forse si avvertono, ma in maniera più ovattata, molto più soffusamente come se tutto quello che abbiamo, fossero fattori scontati. Anche allora la preparazione dell’albero era una gioia e le decorazioni erano più o meno sempre le stesse, forse ogni anno se ne aggiungeva una nuova e quelle vecchie palline laccate, sembravano opache vicino a quella appena comprata che scintillava ma non c’era molta scelta ed i soldi erano veramente pochi per poter pensare di trasformare il nostro albero in qualcosa simile alla tendenza del momento o di rimodernarlo. Anche il mercato non offriva tra l’altro, una gamma varia di prodotti come oggi, i fili erano argentati o dorati, nient’altro, le palline erano quelle verniciate di rosso, verde o blu e si attaccavano all’albero con dei gancetti di plastica che ogni anno vista l’usura, si cambiavano riutilizzando le stesse palline colorate. Le lucine erano di solito colorate , una fissa ed una intermittente perchè era buona regola, che l’albero non dovesse mai rimanere spento. Per i bimbi era una grande festa quando il giorno dell’immacolata concezione, era usanza addobbarlo ed ognuno di loro aggiungeva ad un ramo la sua decorazione mentre il più piccino con l’aiuto di un adulto, metteva sulla cima il cosidetto puntale o al massimo un angelo. Ricordo che l’albero sintetico, con la mano inesorabile del tempo, diventava di anno in anno sempre più “arruffato” ed i rami diventavano simili a quegli scopini che si usano per pulire le bottiglie e in qualche posto davvero consumato si simulava la neve con una strisciolina d’ovatta ma a noi sembrava l’abete più maestoso che esistesse al mondo. Alla base si usava mettere per coprire le imperfezioni, un foglio di carta azzurra stellata ed accanto ad essa una piccola grotta con i pastori che rappresentavano la natività. Niente doni come adesso, non c’era questa usanza ma arrivava la befana ed allora si che era una grande occasione perchè l’epifania arrivava davvero una volta all’anno, non come adesso che arriva quasi tutti i giorni. Nei giorni che precedevano il Santo Natale, le mamme di tutte le case, preparavano gli struffoli col miele, con una pazienza certosina, piccoli gnocchetti da friggere in olio bollente e poi mescolati al miele e allo zucchero. Solo alla fine si aggiungevano i “diavolilli” quei piccolissimi confettini colorati che correvano da tutte le parti della tavola ed i bimbi aspettavano quel momento per arraffarne qualcuno scappato alla cattura. Poi quei piatti di leccornie dolci, venivano messi sul mobile più alto della sala in attesa delle feste per metterli a tavola durante il pranzo.Era una festa davvero gioiosa, si sentiva l’inverno non solo per il freddo ma anche per i camini accesi ed i ceppi scoppiettanti e poi tutta quella gente che si riuniva davanti ai focolari a raccontare le storie di vita passate. C’era una grande familiarietà nelle persone, almeno sembrava che non ci fosse ipocrisia ma gli occhi di un bambino vedono tante cose sotto una luce diversa, poi chissà! La messa di mezzanotte era quella che per regola si doveva ascoltare volente o nolente anche se si cascava dal sonno e anche se c’era in giro aria di neve. Si usciva tutti incappotati da casa, i più piccini con le guanciotte ancora rosse dal fuoco del camino, avvolti negli scialletti lavorati all’uncinetto dalla nonna e ci si avviava verso la chiesa colma di persone, si ascoltava la Santa Messa, si faceva la fila per baciare il Gesù Bambino in mano al parroco e si intonava il “Tu scendi dalle stelle” e ancora si cantava sulla via del ritorno ed anche ne letto con le lenzuola freddissime ma si era così stanchi che si faceva un lungo sonno fino all’indomani ma soprattutto ci si svegliava felici perchè tutto era più semplice, anche sorridere.

Natale nel mondo : ogni nazione ha le sue usanze!

dicembre 15, 2008 by ELY  
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Guardate come cambiano le tradizioni a seconda della nazione, mentre da noi Babbo Natale lascia i doni sotto l’albero, in Francia li lascia nelle scarpe di grandi e piccini !

Mentre da noi si usa mettersi a cena alla vigilia di Natale ad un orario non ben definito ma variabile , in Polonia bisogna stare attenti e col naso all’insù, perchè non ci si può sedere a tavola, se non compare la prima stella ed il pasto deve comprendere dodici portate e la tavola deve essere apparecchiata con un posto in più nel caso arrivi un commensale inatteso.

Qualcuno usa mettere in ogni angolo della sala dove si mangia, un fascetto di paglia in ricordo dell’umile stalla dove nacque Gesù.

In Spagna invece, i doni non li porta Babbo natale ma i re magi il 6 Dicembre e prima di mangiare  durante il cenone, si intonano canti natalizi che portano bene per il nuovo anno.

In Germani ed Austria, chi porta i doni è San Nicola e non è in uso l’albero decorato ma la girlanda ed il calendario dell’avvento per segnare quanti giorni mancano a Natale.

In Finlandia l’albero di Natale viene preparato in casa ma all’esterno, ne viene messo uno di legno decorato con tantissimi semi per far si che gli uccellini possano sfamarsi nelle giornate di gelo.

Quindi è il caso di dire, paese che vai usanza che trovi…ma il Natale è bellissimo ovunque!

Anche la stella di Natale ha la sua leggenda

dicembre 15, 2008 by ELY  
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La storia della stella di Natale, quei bellissimi fiori rossi che usiamo per adornare saloni e negozi per le nostre festività, sembra abbia avuto inizio in Messico. Si narra di un 25 Dicembre di un Santo Natale di tantissimi anni fa e di un piccolo villaggio dove accanto ad un presepe costruito dalla comunità del paese, ogni bimbo aveva portato a Gesù Bambino un dono e solo una bambina di nome Lola, piangeva perchè non riusciva ad esprimere a parole, l’amore che provava per quel povero bimbo infreddolito nella grotta e poi non aveva la possibilità di poter regalargli nulla. Le sue lacrime fecero commuovere il suo angelo custode, che scese accanto a lei e le propose di raccogliere sul ciglio della strada, dei fiorellini da depositare nella capanna e alle rimostranze di Lola che diceva che di quei tempi non c’erano fiori, l’angelo le rispose di non preoccuparsi che qualsiasi cosa sarebbe andata bene al Bambinello, l’essenziale era che fosse regalata col cuore. Lola fece come disse l’angelo e in quella notte di freddo e gelo, scese per la strada e cerco tra le erbacce ma non trovò nient’altro che arbusti ed erba e anche se a malincuore, preparò un fascetto di quelle erbe inutili e lo mise accanto alla grotta ma il suo cuoricino era straziato dal dolore per non poter donare  a Gesù quello che avrebbe voluto. Ma all’improvviso una luce intensa illuminò la cappella e le erbacce che la bimba aveva deposto accanto alla capanna, diventarono dei bellissimi fiori di un rosso vivo a forma di stella.

Da quel giorno in messico, le stelle di Na tale, sono chiamate “Flores della noce buena” cioè ” Fiori della Santa Notte”.

Natale da mille e una notte con le decorazioni più fantasiose dell’albero di Natale.

dicembre 11, 2008 by ELY  
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O che sia ecologico, o che sia un abete vero o che si addobbi una piccola tullia argentata, l’albero di Natale delle nostre feste tradizionali, non manca mai per la gioia dei piccini ma anche degli adulti. Di solito la preparazione dell’albero di Natale, avviene l’8 Dicembre ma diciamo che di regole fisse non ce ne sono, quando si ha voglia e quando le idee su come decorarlo, sono ben sicure, allora si tirano fuori scatoloni con palline colorate, capelli d’angelo, lucine intermittenti, fiocchi dorati e angioletti che sembrano di cristallo scintillante.

Ognuno di noi si diverte ad addobbare l’abete secondo la sua fantasia e anche con poco e niente, senza spendere eccessivamente in decori, il risultato è apprezzabile.

In alcune case di montagna si usa ancora preparare dei caratteristici biscotti a forma di omino di neve o di bambolina con delle apposite formine che poi sapientemente dipinti con della glassa bianca, vengono attaccati ai rami donando un aspetto tipico alle abitazioni già di per se molto particolari.

Altre famiglie hanno conservato la tradizione di attaccare ai rami del loro albero, dei pupazzetti di cioccolata dalle forme più disparate, babbo natale, cavallucci, omini di neve, stelle, contrassegnati da numeri e che attraverso un sorteggio fatto col paniere della tombola, vengono assegnati ai vari familiari o commensali che partecipano .

In altre famiglie si usa addobbare l’albero con nastri molto larghi dorati o argentati che lo fasciano dall’alto in basso, con palle grandi di un solo colore e luci intermittenti molto tenui.

Ma i decori degli alberi di Natale, variano anche a secondo della moda e della tendenza di quell’anno, c’è chi ci tiene ad attenersi a regole precise e a cambiare di anno in anno gli addobbi, dai più semplici ai più stravaganti.

Anche i fili di raso al posto dei soliti fili argentati, donano all’abete un aspetto gradevole così come anche minuscoli fiocchettini aggangiati alle punte dei rami, sempre in raso o in panno lencio, oppure decorazioni uguali e di un solo colore come dei piccoli guantini di lana o calzini tenuti rigidi da una forma di cartone all’interno di essi.

Anche nella rinomata stanza blu della casa bianca, dopo aver scelto un albero tra centinaia in esposizione, lo si addobba sempre secondo i gusti della famiglia presidenziale, quindi l’albero non ha mai le stesse decorazioni. La first lady, Jaqueline Kennedy, nel 1961, lo decorò con preziosissimi giocattolini ispirati allo “Schiaccianoci di Tohaikovscky”

L’albero di Natale, in qualsiasi modo venga preparato crea sempre un’atmosfera magica e permette di dar sfogo alla nostra più fervida fantasia .

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